Luc Monatagnier, scienziato di fama internazionale, difende la medicina omeopatica strenuamente

E’ il momento di ascoltare la sua storia, per chi non la conosce già.
Luc Montagnier è un premio Nobel della medicina accademica.
Ha scoperto il virus dell’HIV, che genera la malattia nota come AIDS o sindrome da immunodeficienza acquisita.
Grazie ai suo studi i pazienti affetti da AIDS hanno potuto cominciare a ricevere farmaci efficaci e si è ridotta notevolmente la mortalità per questa malattia.
Non solo. Grazie a questi studi si è potuto capire come si diffonde il virus e fare prevenzione evitando molti nuovi casi.

Sino a questo punto Luc Montagnier è stato considerato una persona meritoria del più alto rispetto dalla comunità scientifica internazionale per la sua competenza e le sue scoperte.
Ciò che usciva dai suoi laboratori di ricerca era considerato materiale di altissimo livello e qualità.

Poi Luc Montagnier, che è un clinico e un ricercatore molto serio, comincia ad effettuare ricerche intorno all’azione delle ultradiluizioni di sostanze medicamentose e sui loro effetti.
Cioè, praticamente, il principio che sta alla base dell’Omeopatia.

Giunge a conclusioni sconvolgenti riguardanti il potere terapeutico mantenuto dalla ultradiluzioni (anche oltre il numero di Avogadro, cioè della presenza della materia del soluto nel solvente).
Si tratta di ricerche effettuate con la stessa autorevole equipe e nello tesso laboratorio che aveva portato alla scoperta del virus dell’Hiv e al premio Nobel.

Ma a questo punto la cosa va diversamente.
Inizia subito una campagna mediatica di discredito verso Luc Montagnier.
Cercano di metterlo in ridicolo, trovano il modo di bloccare i fondi dedicati alla sua ricerca e gli chiudono il laboratorio.

Montagnier viene fatto oggetto di una campagna di denigrazione e persecuzione miserrima, pur in presenza di ricerche di altissimo livello.
Cercano in tutti i modi di far derubricare alla categoria di immondizia i suoi materiali di ricerca.

Il premio Nobel Luc Montagnier, convinto delle sue ragioni,  per difendere la sua ricerca e la sua dignità è costretto a emigrare in Cina e portare avanti li li sue ricerche.
Questa nazione in piena crescita, poco abituata alle diatribe europee, giudicando eccellenti le prospettive scientifiche aperte dallo scienziato francese gli mette a disposizione fondi  e laboratori.

Questa non è la solita teoria del complottismo ma sono dei fatti di cui da testimonianza lo stesso premio Nobel.
Onori e gloria fino a quando non iniziano le ricerche sulle ultradiluizioni.

Quanti di voi erano al corrente di questa storia?
I media, che dovrebbero essere imparziali, vi hanno mai informato di questi fatti?
Ritenete che il pensiero di un premio Nobel della medicina che parla favorevolmente delle possibilità ultradiluizioni (che caratterizzano il metodo omeopatico) valga più o meno di quello di altri personaggi che la televisione continua a proporci con le loro sentenze?
Ha più valore il pensiero del premio Nobel Luc Montagnier o quello di quel noto e anziano ricercatore italiano che spesso ci viene proposto da un canale all’altro.
Avendo conosciuto questa storia continuate ad essere convinti che l’informazione sia libera o sorge il dubbio che in questa questione e in molte altre sia pilotata e risenta di censure che ci impediscono, di fatto , di costruirci giudizi corretti sulle cose e di assumere decisioni adeguate?

Giorgio Albani

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