Il Mal di Testa in Omeopatia

Iniziamo col dire che molte sono le persone che si rivolgono all’omeopata per problemi di mal di testa.
Molti lo fanno perché conoscono l’omeopatia e le sue potenzialità e, pertanto, sin da subito, si dirigono a questo mezzo terapeutico.

Altri, invece, giungono dall’omeopata dopo un percorso prolungato, non privo di delusioni e frustrazioni che non è andato bene.

Nella loro storia ci sono numerosi esami, visite specialistiche, consulti con centri di studio delle cefalee, farmaci di vario genere.
Tra di essi, diversi piuttosto pesanti e con numerosi effetti collaterali.

Per queste persone affacciarsi allo studio dell’omeopata è un po’ il cercare l’ultima spiaggia.

Un atteggiamento che porta con se numerosi sentimenti contrastanti: aspettative a volte eccessive, paura di andare incontro ad altre delusioni, timore di fare un passo irragionevole e non sempre condiviso dai famigliari, ecc.

Persiste purtroppo l’idea ( e i media fanno del loro peggio per sostenerla) che l’omeopatia sia una sorta di stregoneria moderna…

L’omeopata è un medico e deve saper accogliere questi pazienti nel giusto modo.
In primo luogo deve ascoltarli e studiare approfonditamente il loro caso.
Poi, ove ci siano le indicazioni, prescrivere un’adeguata terapia illustrando al paziente in modo chiaro le possibilità che essa potrà offrire.

In medicina classica c’è un’accurata classificazione del mal di testa.

In alcuni casi la diagnosi finale può essere quella di cefalea, di emicrania, di cefalea a grappolo, ecc. ecc.
In linea di massima, tuttavia, la prescrizione è spesso quella di un analgesico/antinfiammatorio.
Questo tipo di farmaci sono moltissimi.

A volte si associa anche un ansiolitico e un antidepressivo.
Lo si fa quando manchi una risposta terapeutica alla prima categoria di farmaci (in questo caso si sfrutta la desensibilizzazione al dolore che danno alcuni antidepressivi) o quando si sospetti un problema psicologico di base.

Niente da eccepire se non che alcuni pazienti giungono con un carico farmacologico veramente imponente.
Si tratta di farmaci che, ovviamente, non possono essere dati per tutta  la vita. Gli antidepressivi entrano comunque nel biochimismo cerebrale e, in funzione della dose, liberano si dal mal di testa dando benessere ma possono alterare le reazioni spontanee del paziente.
Quando giunge il momento di uscire da queste terapie medico e paziente si trovano di fronte ad una fase molto, molto delicata.

Altri pazienti, pur eseguendo bene la terapia classica, non hanno miglioramento.

Pertanto dall’omeopata si potrebbe dire che giungano generalmente casi piuttosto complessi.

Cerchiamo, allora, di capire qual’è il lavoro che deve fare l’omeopata.

In primo luogo dovrà fare un’anamnesi tradizionale ben fatta.

E’ necessario prendere atto del percorso effettuato dal paziente, delle diagnosi che ci sono state, delle cure prescritte e del tipo di risposta che si è avuta nel tempo.

Poi seguirà un’anamnesi omeopatica.
Con essa l’omeopata cercherà altre informazioni.

Per esempio è essenziale uno studio del complesso terreno/costituzione del paziente.

I soggetti che appartengono alle costituzioni sodiche tendono a sviluppare cefalee frontali, soprattutto, mattutine.
Alla base di questo problema ci possono essere diverse cause legate alle labilità di queste costituzioni.
Eccole solo alcune: un rialzo della pressione arteriosa nelle prime ore della mattina , un’intolleranza al latte o ai latticini, una reazione particolare all’esposizione alla luce solare, ecc.
Si tratta anche di costituzioni che vanno incontro facilmente a fenomeni di ritenzione idrica.
Com’è noto alcuni modelli reattivi costituzionali si caratterizzano per reattività particolari non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico.
Senza girarci intorno va detto che i sodici hanno una forte tendenza all’introversione: pertanto molti mal di testa sono dovuti al rimuginare continuo sulle problematiche, al ritenere traumi emotivi e alla loro chiusura caratteriale che alimenta facilmente scarichi psicosomatici.

Non si tratta ovviamente di concetti deterministici ma probabilistici.
Per cui la verifica è necessaria. Ma la conoscenza del terreno già ci dirige bene…

Nei soggetti delle costituzioni fosforiche  il mal di testa è spesso la conseguenza di una esaurimento energetico.
Si tratta di costituzioni a bassa energia e a facile dispersione.
L’esaurimento fisico e mentale è frequentemente dietro l’angolo.

Esso può avvenire in conseguenza di una scarsa alimentazione o per perdita di liquidi vitali importanti (ma anche per disidratazione).
Negli adolescenti ci possono essere anche perdite eccessive di liquido seminale.

Ovviamente nessun organismo può star bene ad interrompere il bere e il mangiare. Ma nei fosforici il periodo di resistenza è veramente esiguo rispetto ad altre costituzioni.

Possiamo aggiungere che nei fosforici il cibo è spesso considerato un accessorio “non del tutto necessario” e si può anche dimenticare di mangiare semplicemente perchè si è occupati.
Ma sono anche le costituzioni che possono cercare di compensare i vuoti, per contropartita, con attacchi di bulimia.
Ciò che si perde… E’ semplicemente la regolarità.

Queste costituzioni risentono fortemente degli impegni mentali.
E’ proprio qui che ritroviamo le cefalee degli studenti (in genere con fisicità magra, longilinea e muscolatura atonica).
Hanno difficoltà estrema a sostenere periodi prolungati di attività fisica e mentale.
Ma entrando in fase di flusso, presi dall’entusiasmo, possono ottenere grandi risultati di acme, lavorando di slancio e perdendo il senso del tempo.
Poi, ovviamente, crollano e spesso sviluppano il mal di testa.

Difficilmente si tratterà di cefalee mattutine.
Tranne nei casi in cui si è studiato sino a tarda ora.
Più probabilmente gli attacchi si verificheranno durante la giornata, dopo le ore di maggior impegno.

Nelle costituzioni sulfuriche, invece, il mal di testa è frequentemente conseguenza di un’igiene di vita sbagliata. Si tratta di costituzioni caratterizzate, in origine, da un buon livello energetico e da una buona resistenza fisica. Proprio per questo tendono a volte ad eccedere nel bere, nel mangiare, nel far uso di sostanze voluttuarie, nel rimanere svegli a lungo. Il fisico regge bene per un certo periodo poi comincia a mandare i suoi segnali di intossicazione e “di non poterne più”.
E’ la tipica condizione degli adolescenti di costituzione sulfurica, aiutata fortemente da un mentale con note narcisistiche e un pizzico di onnipotenza.
Niente di grave, intendiamoci, è uno degli atteggiamenti tipici di alcuni adolescenti. L’omeopatia aggiunge, per propria conoscenza, “di quelli a costituzione sulfurica”.
A volte, però, questo modello comportamentale straripa anche nell’età adulta… E l’analisi resta tale e quale.
E qui ci troviamo di fronte ai brillanti soggetti in carriera (ma in fondo ancora con mentale adolescenziale) che riempiono la vita di cene, cocktail, impegni lavorativi mondani… E poi vanno a dormire (quando ci vanno) con il mal di testa.

Potremmo andare oltre ma penso che l’analisi, per quanto impostata in modo leggero, sia stata chiara e faccia intravedere il grado di profondità con cui l’omeopatia affronta le patologie, tenendo conto della diversità di ogni individuo.

Cosa fa l’omeopata, a questo punto, dopo aver effettuato un’anamnesi classica, un’anamnesi omeopatica, una visita fisica?

Primariamente imposta una cura basata sui farmaci di terreno e costituzione.
Ove necessario essi hanno anche un ruolo disintossicante  (costituzioni sulfuriche), energizzante (costituzioni fosforiche), di riequilibrio del sistema psico-fisico e immunitario (costituzioni muriatiche).

Senza dubbio, oltre a questa terapia base, che ha lo scopo di ridurre nel tempo frequenza ed intensità del disturbo e, ove possibile, di portarlo a guarigione, al paziente sarà prescritto anche un farmaco sintomatico. Esso sarà utile per superare gli attacchi.

Infine, ove la situazione lo richieda (ma spesso è così), l’omeopata dovrà stimolare il paziente ad un cambio dell’igiene di vita, fornendo tutte quelle indicazioni relative alla corretta alimentazione, al movimento, ecc.
Il che vuol dire suggerire di mangiare di più e meglio a chi mangia poco e male, di mangiare di meno e meglio a chi mangia troppo e male, di dare una regolarità a chi non ce l’ha, di stimolare ad una attività fisica calibrata sulle caratteristiche psico-fisiche della persona.

Purtroppo, almeno sulle prime fasi, ognuno dovrà redigere un noioso ma utilissimo diario del mal di testa, annotando date e intensità degli attacchi e attività che si stava effettuando.
Nelle donne anche le date del ciclo per capire ove sia presente una componente ormonale che andrà trattata.
E’ il solo modo per capire quando frequenza ed intensità comincino ridursi.

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