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Come Si Studia la Materia Medica Omeopatica?

Dr. Dario Leonardo Dinoi
Farmacista Esperto in Omeopatia

Mi è stata posta una domanda durante i seminari di approfondimento per farmacisti di Omeopatia in Pratica -Dario, come si studiano i  farmaci unitari omeopatici?-

Una bella domanda che richiede una risposta piuttosto articolata.

 

Iniziamo col dire che nella maggior parte delle materie mediche omeopatiche i singoli farmaci si trovano stampati in ordine alfabetico.

La materia medica del Kent parte da Abrotanum e finisce con Zincum Metallicum; altri autori partono da Abies Canadensis o Abies Nigra  per terminare con Zingiber.

Alcune materie mediche che dividono i farmaci omeopatici a partire dalla provenienza del ceppo (minerale, animale o vegetale): Hodiamont , per esempio.

Poi Nash, nella sua materia medica clinica,  introduce  i rimedi a gruppi di due o tre o più al fine di iniziare a repertorizzarli ( es: Rimedi digestivi, Rimedi della bocca, Rimedi della Flatulenza, …).

Ogni materia medica è scritta in base  all’esigenza dell’autore che la ha compilata.

 

Ogni materia medica poi, al proprio interno, tratta i farmaci in maniera differente.

  • La materia medica del Kent (trascritta a partire dalle lezioni del grande omeopata)   fa una descrizione generale e discorsiva dei singoli farmaci, andando a soffermarsi, per ogni farmaco, su alcuni aspetti in  particolare, ma senza un ordine chiaro e pre-stabilito.
  • L’Hodiamont è una materia medica molto ricca e completa. Un vero e proprio trattato in due volumi. Utile per approfondire un singolo farmaco o un singolo aspetto di un determinato farmaco. Non certo un libro di facile consultazione. Equivale al Goodman & Gilman per la farmacologia classica.
  • Il Demarque si pone come scopo quello di rendere lo studio dei rimedi quanto più scevro dalla componente mentale  possibile, basandosi molto sui sintomi fisici e sulla clinica.
  • Morrison, dopo una prima introduzione al rimedio (molto utile per coglierne l’essenza), in maniera ordinata procede alla classificazione dei sintomi generali mentali e locali. E lo fa per tutti i farmaci. Sono evidenziati in grassetto i sintomi principali, e con un puntino  i sintomi per cui il farmaco è una prima scelta. In fondo alla descrizione di ciascun rimedio troviamo anche una sezione di comparazione con altri rimedi e i casi in cui poterlo utilizzare.

E così per molti altri testi.

Però c’è qualcosa che ancora ci sfugge.

In questo ordine puramente alfabetico, per tipologia di ceppo, per gruppi o repertorio, si rischia di perdere qualcosa.

Il qualcosa è dato da due elementi importantissimi per capire a fondo l’essenza del farmaco. Cioè la sua funzione diatesica e il suo collocamento all’interno della costituzione del soggetto.

 

Che vuol dire?

Abbiamo detto più volte che il “Costituzionalismo” in Omeopatia è un metodo, non una verità assoluta. Questo metodo, divide la popolazione in quattro costituzioni ideali da utilizzare come paradigma. Queste costituzioni hanno diatesi prevalenti spesso molto diverse tra loro.

Molto importante quindi identificare la costituzione del soggetto per poterne subito individuare prevalenza diatesica (detto in parole povere, di quali malattie il soggetto in esame tenderà ad ammalarsi).

Arrivati a questo punto, bisognerà individuare quali farmaci, all’interno della singola costituzione hanno prevalenza psorica, tubercolinica, sicotica o luesinica.

E’ chiaro che, nell’ambito dello studio delle diatesi, bisognerà capire le singole patologie a quale diatesi appartengano. Esistono ovviamente delle tabelle.

Tutto ciò è descritto all’interno del libro “Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni” del Prof. Chiriacò edito da Nuova Ipsa Editore.

In questa maniera sarà molto più facile procedere allo studio del singolo farmaco.

 

Facciamo un esempio.

Supponiamo di voler studiare il farmaco Nux Vomica.

Sappiamo che Nux vomica è un farmaco ad azione prevalente psorica all’interno della costituzione sulfurica. Sapremo pertanto individuare quale funzione Nux Vomica potrà avere nell’ambito della costituzione. Potrà essere utilizzato in tutte le problematiche psoriche della costituzione sulfurica a partire da quelle mentali, a quelle generali a quelle locali. Potremo utilizzare quindi Nux Vomica come rimedio per nervosismo, lo stress e l’irritabilità, così come per la pirosi gastrica e la cattiva digestione.

Se mi avvicinerò, invece,  allo studio di Argentum Nitricum, saprò in anticipo dallo schema costituzionale che è sempre un farmaco di costituzione sulfurica, ma con diatesi più luesinica. Pertanto Argentum Nitricum lo utilizzerò per curare patologie ben più gravi. Saprò che soggetto sarà sicuramente più scompensato rispetto al soggetto Nux Vomica. Pertanto utilizzerò Argentum Nitricum per problematiche psichiche più gravi del semplice nervosismo o dell’irritabilità; lo utilizzerò nelle forme di ansia più gravi, così come non lo utilizzerò nella semplice pirosi gastrica, ma anche in presenza di reflusso o ulcera gastro-duodenale.

Quindi, risponderò alla domanda iniziale dicendo: il farmaco unitario si studia all’interno dello studio della costituzione di appartenenza.

 

Ricapitoliamo i diversi passaggi:

  • Individuazione della costituzione e del relativo farmaco costituzionale di base;
  • Individuazione della patologia all’interno dello schema diatesico-costituzionale;
  • Individuazione del grado di scompenso della costituzione dell’individuo;
  • Individuazione del farmaco acuto da utilizzare per curare la malattia contingente.

 

Questo modo di ragionare è ciò che rende il Centro Omeopatico Italiano Ippocrate, la nostra scuola, differente da tutte le altre.

Nella nostra scuola, lo studio delle costituzioni non è relegato ad una singola lezione, come spesso accade altrove, dove lo studio delle costituzioni si fa più per impressionare o per incuriosire.

Nella nostra scuola il “Costituzionalismo” è il metodo.

Individuare il simillimum tra migliaia di farmaci può richiedere anni ed anni di esperienza e capacità non proprio ordinarie.

Individuare il simillimum all’interno di un sottoinsieme di centinaia di farmaci può essere già più semplice.

Individuare un insieme di poche decine di farmaci che ci permettano di agire sinergicamente sulla costituzione dell’individuo che abbiamo di fronte (anche se non riuscissimo ad individuare il simillimum) è possibile solo col metodo costituzionale, una volta capito come funziona.

 

Qual è il vantaggio?

Il vantaggio è che anche se non sei Hahnemann, Kent, Hering, Vannier o qualunque altro mostro sacro dell’omeopatia, qualche risultato lo otterrai. E anche se non sarai in grado di centrare il simillimum , il tuo paziente starà in ogni caso molto meglio e avrai nel frattempo modo di studiare il caso.

Questo approccio vale ovviamente sia per i medici che per i farmacisti, ai dovuti livelli di competenza.

 

Sarebbe tutto più facile possedendo una materia medica omeopatica costituzionale?

Sicuramente si.

Esiste la materia medica costituzionale di Roland Zissu, omeopata francese del secolo scorso, scritta in francese e di difficile reperimento. Le costituzioni francesi sono un po’ diverse, ma già sarebbe qualcosa.

Esiste poi un progetto del Prof. Dario Chiriacò, che, se Dio vuole, un giorno vedrà la luce.

Noi, suoi alunni, attendiamo speranzosi… nel frattempo l’unico modo per avere un quadro dei rimedi all’interno delle costituzioni è frequentare la nostra scuola!

 

“OK Dario, mi hai convinto! Voglio saperne di più sulla scuola di Omeopatia Costituzionale del Prof. Chiriacò che inizierà Domenica 27 Ottobre 2019 a Roma!”

 

Clicca qui sotto e

 

SCOPRI i VANTAGGI e le PROMOZIONI per il 2019/2020

 

 

P.S. Chi volesse altri suggerimenti su quali libri studiare, consultare o avere a disposizione nella propria biblioteca, può leggere questo utile articolo scritto dal Dott. Giorgio Albani.

 

 

 

 

 

“OMEOPATIA in PRATICA” : l’Omeopatia come Nessuno vuole insegnarla ai Farmacisti

Sei un farmacista appassionato di Omeopatia e ti piacerebbe imparare a consigliare in maniera corretta e veloce un rimedio omeopatico?

 

Hai già frequentato una scuola di omeopatia, ma ti riesce difficile mettere in pratica nella tua farmacia quanto imparato a lezione?

 

Finalmente 

>> OMEOPATIA In PRATICA << il percorso che ti permetterà di applicare VELOCEMENTE quanto hai già studiato e di creare dal nulla, nella tua farmacia, un reparto omeopatico che rende !

 

Anche se hai ormai perso le speranze e hai deciso di non sprecare più il tuo tempo con l’Omeopatia…

 

 

Dario Leonardo Dinoi

Farmacista Titolare Farmacia Omeopatica

Esperto in Omeopatia

 

 

 

Caro Collega,

 

mi chiamo Dario, e anche io, come te, sono un Farmacista.

Sono appassionato di Omeopatia che mi dedico a questa materia da più di dieci anni, quando, durante il periodo universitario, cercavo risposte che la medicina tradizionale, da sola, era incapace di darmi. Storia comune a molti di coloro che approdano all’Omeopatia…  probabilmente anche tua.

 

Hahnemann, Kent, Vithoulkas, ma anche il mio maestro e tanti altri sono arrivati all’omeopatia come ultima chance, quando la medicina tradizionale ha smesso di dare risposte.

 

Quando uno si avvicina ad una disciplina come l’Omeopatia, soprattutto in Italia, i problemi che incontra sono molti.

 

Deve, innanzi tutto, vincere il muro del pregiudizio e iniziare ad accedere alle informazioni corrette. Deve destreggiarsi tra tutto quello che, in giro, spacciano per Omeopatia e iniziare a fare un po’ di chiarezza. Deve scegliere da solo la formazione a cui sottoporsi.

 

Il mio primo approccio all’omeopatia, ad esempio, avvenne con un medico che poi scoprii essere un omotossicologo. Mi fece una strana visita e poi mi prescrisse strani rimedi che però mi fecero stare meglio. -Allora funziona!- mi dissi. E iniziai a studiare. Il primo libro, poi il primo corso. Poi il secondo libro. Poi un altro corso.

La cosa deludente era che le nozioni, anziché chiarirsi nella mia mente, si aggrovigliavano ancora di più.

Iniziai, nel frattempo, a fare a casa dei piccoli esperimenti su di me e sui miei familiari (vizio che, ancora oggi, mia moglie mi rimprovera …): alcune volte fallivo, altre volte ci coglievo!

C’era qualcosa che, però, mi sfuggiva. Perché alcuni preparati funzionano bene ed altri meno?

Erano i miei consigli o l’assunzione errata dei rimedi da parte dei clienti?

Perché lo stesso rimedio su alcuni funziona e ad altri no?

 

Lo studio continuava e i dubbi crescevano di pari passo: è superiore l’omeopatia classica o è meglio utilizzare l’omotossicologia? L’omotossicologia è omeopatia? Meglio granuli o gocce?

Meglio rimedi unitari o complessi? Hanno ragione gli Unicisti o i Pluralisti?

 

Ad un certo punto della mia vita, in una delle tante domeniche passate in giro per l’Italia per cercare di mettere chiarezza in questo caos, avvenne l’incontro con l’uomo che sarebbe poi diventato il mio maestro, che prometteva di sciogliere tutti i miei dubbi,  a patto che mi iscrivessi alla sua scuola a Roma.

 

Ci misi un po’ a decidere. Feci un rapido conto: “se questo in due anni mi chiarisce tutti i dubbi – io invece sono dieci anni che vado in giro la domenica a perdere tempo ad ascoltare gente che dice cose anche interessantissime, ma inapplicabili nel mio lavoro quotidiano;  sto spendendo un sacco di soldi  e faccio pochi progressi- allora l’affare mi conviene!

 

Decisi allora di iscrivermi alla sua scuola romana del Prof. Chiriacò e una o due domeniche al mese decisi di dedicarmi completamente allo studio dell’Omeopatia seguendo quello che  imparai essere il suo metodo costituzionale.

Un attimo. Ti dico chi è Dario Chiriacò:

 

  • Medico Chirurgo
  • Specialista in Oculistica e Storia della Medicina
  • Docente di Omeopatia e Medicine non Convenzionali,
  • Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Rieti
  • Coordinatore Osservatorio FNOMCeo sulle Medicine non Convenzionali,
  • Componente del Comitato Scientifico della World Federation of Chinese Medicine Societies

 

 

Insomma, uno che all’Omeopatia ha dedicato gran parte della sua vita con risultati eccezionali!

 

Finalmente, terminata la scuola biennale,  dopo aver raccolto pezzi per i dieci anni precedenti, avevo finito il puzzle!

 

Adesso ogni nozione si collocava la posto giusto. Molte domande avevano finalmente delle risposte. Molti dubbi erano stati sciolti.

 

Nel frattempo in farmacia, il lavoro è cambiato.  I fatturati si sono contratti, nuovi canali di vendita e di distribuzione si sono aperti, nuove farmacie sono nate in tutt’Italia.

 

Oggi entra in farmacia gente che, ogni giorno, volendo venderti qualcosa, ti dice che il lavoro è cambiato, che devi evolverti, che devi vendere, che devi comunicare, che devi rinnovare, che devi fare cross-selling, che devi programmare, che devi digitalizzarti, che la mutua non ti basta più, che devi ottimizzare…

 

Io sono caduto in ognuna di queste trappole. In tutte. Per paura di rimanere in dietro rispetto ai colleghi, all’inizio,  ho frequentato corsi di comunicazione e di vendita. Ho imparato sicuramente tante cose nuove, ma ho commesso anche tanti errori.

Prima di tutto, perché in farmacia non si vende, ma in farmacia si consiglia!

Secondo te, la gente non vuole uno che quando entra gli deve infilare a tutti i costi un pezzo in più nel sacchetto per “aumentare la battuta di cassa”? Tutti questi “guru” che si sono presentati negli anni scorsi come salvatori della farmacia sai che facevano? Prendevano dei manuali di tecniche di vendita che si usavano negli Stati Uniti intorno agli anni ’80 e ce li propinavano come le ultime tecniche avanzate per la persuasione del cliente! Tanto la formazione in farmacia fino a poco tempo fa era inesistente e qualsiasi cosa ti propinassero sembrava una rivelazione.

Mi sono anche comprato Il Manuale del Perfetto Venditore! L’ho letto e ora l’ho buttato.

 

Si. Lo so. Ci sono cascato. La soluzione ai problemi della Farmacia di “oggi” è un’altra…

 

Quello che ci vuole veramente, qualcuno più “illuminato”, lo  inizia da poco a raccontare.

Da quando avanza lo spauracchio delle catene di multinazionali che faranno piazza pulita delle farmacie private italiane, qualcuno ha iniziato a pronunciare la parola magica: “differenziarsi”.

Qualcun altro, ancora più evoluto dal punto di vista dello studio del mercato, ha tirato fuori un’altra parolina magica: “posizionamento”. Ma andiamo con ordine…

 

I miei studi, nel tempo, sono continuati. Da un lato, la conoscenza dell’Omeopatia, dall’altro la consapevolezza di dovermi Differenziare per sopravvivere e dare un Posizionamento chiaro alla mia Farmacia per tornare a crescere e fidelizzare i clienti mediante fiducia generata dalle competenze. In questa maniera, grazie all’aumento del valore percepito dal cliente in relazione al servizio ricevuto, avrei generato ripercussioni positive anche sugli altri reparti della farmacia.

 

Un paio di considerazioni sulla didattica dell’Omeopatia.

 

La didattica dell’Omeopatia in Italia ha qualche problemino… Nella maggior parte dei casi, le scuole esistenti sono miste, accolgono al loro interno sia i medici, sia i farmacisti. La qual cosa va bene, in una prima fase. E’ come fare l’esame di farmacologia: la farmacologia serve a tutti, medici e farmacisti.

Esiste però un momento in cui le due strade devono separarsi. I medici devono effettuare una preparazione più clinica, più semeiotica, più di pratica ambulatoriale. I medici devono imparare a visitare e a curare un paziente che gli si presenta in ambulatorio.

 

Il farmacista, invece, ha a disposizione in media solo tre minuti per capire, ammesso che lo abbia di fronte, quali siano i sintomi principali che presenta il paziente e come farlo stare subito meglio o, in alternativa, decidere se indirizzarlo subito dal medico.

 

E’ evidente che serva una didattica diversa per due figure professionali che operano a due livelli differenti.

 

La formazione ai farmacisti, per risultare efficace, può essere fatta solo da farmacisti!

Solo un farmacista conosce le esigenze e le criticità di un altro farmacista, perché le ha vissute prima di lui e insieme a lui, fianco a fianco, le continua a vivere ogni giorno cercando soluzioni nuove.

Il tempo dei santoni che fanno la predica in chiesa e poi tutti a casa… temo sia terminato!

 

Io, allora, mi trovavo in questa condizione che, ahimè, so essere comune a molti colleghi:

 

  • avevo sprecato dieci anni in giro per l’Italia a cercare risposte alle mille domande che lo studio dell’omeopatia mi poneva;
  • conoscevo tante nozioni teoriche, ma che riuscivo con difficoltà a mettere in pratica in farmacia;
  • ero costretto ad andare in giro ogni domenica a sentire il santone di turno che proponeva una sua teoria o di guarigione da tutti i mali o di miracolo economico per la farmacia;
  • il consiglio dell’omeopatico in farmacia stentava a decollare perché io avevo le idee poco chiare sul consiglio migliore e più efficace;
  • spendevo un sacco si soldi per le trasferte e per i corsi;
  • sottraevo tempo alla mia famiglia e ai miei interessi;
  • tentavo di “vendere”, ma senza riuscirci veramente;
  • i risultati economici promessi tardavano ad arrivare.

 

 

Ad un certo punto, però, è  arrivata la soluzione. Come avevo fatto a non pensarci prima?

Se la soluzione per salvarsi è “differenziarsi”, nel mio caso, la soluzione è l’omeopatia!

Bisognava solo mettere a punto una strategia che, da un lato, portasse ad accreditare la mia farmacia sul territorio come punto di riferimento per l’omeopatia, dall’altro, potesse favorire la rapida formazione delle mie collaboratrici al consiglio omeopatico!

 

Iniziai a lavorare. Fu un lavoro tutt’altro che facile, ma, piano piano, studiando e sperimentando, sono riuscito in un paio d’anni ad accreditare la mia farmacia, nel mio paese  e nei paesi vicini, come riferimento per l’omeopatia.

E’ stato un lavoro facile? Sicuramente no. Perché man mano che ti specializzi, ti arrivano richieste sempre più complicate da risolvere.

Siamo partiti con l’omeopatia classica, poi l’omotossicologia, i complessi, l’oligoterapia, l’immuno-isopatia, i fiori di Bach e ora la medicina antroposofica.

Per i clienti è tutta omeopatia, ma tu sai bene che non è così! Perché ogni volta che arriva un cliente con una esigenza nuova o con una nuova richiesta, stai sicuro, ne sa più di te!

 

Per raggiungere questi risultati sono servite: formazione e comunicazione, perché servono competenze per competere e la relazione è il mezzo!

 

Mentre stavo mettendo a punto uno strumento didattico per trasferire una parte delle mie conoscenze alle mie collaboratrici, mi sono detto – Ma questo lavoro potrebbe essere utile anche a molti altri colleghi!!!- Mi piacerebbe  condividerlo con tanti di loro che amano l’omeopatia e che sicuramente condivideranno tanti dei miei stessi problemi!

Perché non far risparmiare loro i dieci anni che io ho speso, in tempo e denaro, per andare in giro a cercare la quadratura del cerchio? –

 

-Posso insegnare loro la scorciatoia? E’ possibile fare tutto da solo?-

No, era impossibile fare tutto da solo. Avevo bisogno di aiuti più che validi.

 

Decisi di parlarne col mio maestro, il quale mi dette tutta la sua disponibilità a creare da zero un percorso integrato specifico per i farmacisti  che potesse rendere l’omeopatia la risposta contemporanea  ad una esigenza di differenziazione di sopravvivenza .

 

Egli ne parlò con Selina Comodi Ballanti, docente farmacista nella sua scuola di omeopatia e esperta di comunicazione e counseling in farmacia.

 

Selina Comodi Ballanti:

  • Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche
  • Farmacista
  • Esperta di Omeopatia LFHOM
  • Già Responsabile Formazione presso SinFarma Roma
  • Esperta in Organizzazione Campagne di Informazione, Prevenzione e Marketing

 

 

Eravamo pronti a far nascere un progetto nuovo, che nessuno aveva mai messo in piedi, grazie proprio ai profili di coloro che quei seminari li avrebbero tenuti:

  • uno dei massimi esperti di omeopatia clinica in Italia,
  • una grande esperta di comunicazione e formazione,
  • un titolare di farmacia che ha scommesso sull’omeopatia per salvare la propria farmacia.

 

Partecipando insieme ad un collega, inoltre, hai subito diritto ad un’ulteriore promozione

Perché dovresti partecipare a questi seminari?

Perché questo approccio che proponiamo funziona così bene?

Perché, per una volta, siamo partiti dal punto di vista del farmacista.

 Partiremo dall’anima della farmacia: dal Retro-Banco!

Abbiamo deciso di articolare questi seminari iniziando dall’allestimento del retro-banco della farmacia che il farmacista cambia ogni tre mesi in funzione della stagionalità e delle principali patologie che si presentano statisticamente più spesso nel corso dell’anno e durante le diverse età della vita.

Grazie a questo approccio:

 

  • Avrai la possibilità di imparare i criteri con cui si allestisce uno scaffale, introducendo in farmacia solo i prodotti o i rimedi omeopatici necessari alla cura delle patologie stagionali;

 

  • Avrai la possibilità di esporre la merce correttamente e acquistare esclusivamente i pezzi di cui hai necessità;

 

  • Prepareremo insieme una piccola cassettiera omeopatica indicandoti quali rimedi è utile avere in farmacia e a quale diluizione;

 

  • Sarai guidato nella scelta del rimedio, unitario o complesso, a seconda della patologia e del paziente che ti troverai davanti;

 

  • Avrai la possibilità di consapevolizzare quanto incidono sulla tua redditività cross-selling e cross-category, integrando nel consiglio un rimedio omeopatico alla semplice richiesta di un farmaco o di una ricetta;

 

  • Avrai la possibilità di creare un vero e proprio reparto omeopatico all’interno della tua farmacia ed accreditarti come figura di riferimento nella tua zona;

 

  • Avrai la possibilità di differenziarti davvero dai tuoi colleghi grazie al tuo lavoro, al tuo assortimento e alla tua professionalità.

 

 

Il mio caso.

Il mio reparto omeopatico negli anni precedenti  all’introduzione di questo nuovo metodo era basato solo sul mio consiglio improvvisato. In questo modo, dai report che ricevevo in farmacia, mi accorgevo di fatturare già sopra la media dei miei colleghi. Avevo prodotti che scadevano in continuazione perché, ad ogni corso cui partecipavo, tornavo in farmacia e facevo scorta di prodotti che non sarei riuscito mai a consigliare.

 

Da quando ho iniziato ad applicare il mio metodo, a coinvolgere le mie collaboratrici, ad accreditarmi sul territorio e ad intercettarne la domanda (che non sapevo nemmeno esistesse), tutto è cambiato.

 

La gente entra in farmacia da sola! Il telefono squilla per chiederci se abbiamo a disposizione questo o quello! La gente chiede il nostro parere! Troviamo errori fatti da altri colleghi che ci permettono ancora di più di accreditarci come interlocutori seri ed affidabili.

Si crea un passaparola positivo che porta, da solo, nuovi clienti in farmacia.

 

Il fatturato si è trasformato. Le nuove farmacie aperte grazie al concorso straordinario ci hanno sottratto fatturato ASL. E’ normale. La ricetta è una cosa indifferenziata. O prendi i farmaci da me o da un altro, se il medico te li ha prescritti e tu hai bisogno solo di quelli, vai nella farmacia dove sei più comodo.

Se però hai una esigenza particolare, per risolverla, devi andare in un posto specializzato. Un posto che sappia dare risposte alle tue domande e alle tue esigenze. Dove tu possa trovare farmacisti preparati e  un assortimento adeguato.

In un anno, il reparto omeopatico della mia Farmacia è cresciuto sia in fatturatopercentuale (+41,26%)– sarebbe normale essendo scesa la quota ASL- sia in numero di pezzi complessivi (+42,09%)referenze trattate(+30,63%).

Ciò significa poter acquistare meglio e marginare di più. Con buona pace di aver perso qualche ricetta del valore di qualche euro…

 

E allora? 

Continua a leggere e saprai come fare per entrare nella famiglia di Omeopatia in Pratica e diventare finalmente punto di riferimento per l’Omeopatia nella tua Città!

 

Il prossimo 26 Gennaio partirà finalmente il primo seminario del percorso per farmacisti  OMEOPATIA In PRATICA  2020 –  “Le Età della Vita” dedicato alle patologie più ricorrenti per ogni fascia di età:

 

  • L’unico corso in Italia che insegna ai farmacisti a consigliare correttamente un rimedio omeopatico, in modo facile e veloce, grazie all’introduzione di schemi di diagnosi differenziale approntati seguendo il metodo costituzionale del Prof. Chiriacò;

 

  • l’unico corso in Italia che ti insegna e ti dà i mezzi per introdurre correttamente il consiglio del rimedio omeopatico in farmacia nella realtà sociale italiana, ostile all’omeopatia;

 

  • l’unico percorso gestionale di omeopatia in Italia che ti fornisce gli strumenti pratici per organizzare correttamente un reparto omeopatico e a differenziarti dalle altre farmacie della tua città e quindi, a renderti riferimento indiscusso nella tua realtà!

 

 

Potrai così risparmiare oltre dieci anni di tempo e denaro che potrai, investire meglio per far crescere e prosperare la tua farmacia in un mercato sempre più aggressivo.

 

Avrai l’opportunità di mettere al sicuro, una volta per tutte, il tuo futuro e quello della tua farmacia indipendentemente dal futuro politico del nostro Paese o dell’operato delle associazioni di categoria.

 

Il percorso sarà organizzato in otto giornate, quattro all’anno per due anni.

Dal punto di vista clinico, quattro giornate saranno dedicate all’esame delle principali patologie stagionali, mentre le altre e quattro saranno dedicate all’approfondimento di argomenti di de-stagionalizzati e legati alle diverse età della vita.

L’iscrizione è annuale ed è valida per un solo anno.

 

Ogni giornata di corso, sarà organizzata rispettando un equilibrio ben preciso tra argomenti dedicati agli aspetti clinici, quelli dedicati agli elementi di comunicazione e di gestione e quelli dedicati all’organizzazione del reparto omeopatico in farmacia.

LEGGI QUI IL PROGRAMMA per il 2020

 

 

Troppo bello? Dove sta il trucco?

 

Il trucco è che questo percorso di formazione ha un prezzo particolarmente basso… che però durerà pochissimo! E ci saranno anche una serie di altri vantaggi…

Tranquillo! il prezzo sarà minore di quello che credi!

 

Allora iniziamo… dovessi fare un conto di tutti i soldi che ho speso in dieci anni di formazione credo mi sentirei male: le spese per i corsi, per il trasporto, per il vitto e, in alcuni casi, anche le spese per l’alloggio. Per dieci anni.

Senza contare il tempo sottratto alla famiglia e ad altre attività che magari mi avrebbero dato altrettanto piacere…

Non so dire quanto avrei pagato per prendere una scorciatoia così e trovarmi, dieci anni fa, nella situazione in cui mi trovo ora!

 

Il prezzo medio di un corso “valido” di omeopatia, in Italia, si aggira intorno alle 100/150 euro al giorno, a seconda delle ore di formazione, della qualità del relatore, della possibilità di ottenere crediti ECM, del posto in cui si tiene, della presenza o no di una azienda che faccia da sponsor all’evento.

 

Si tratta, però, solo di corsi teorici. Finita la lezione, torni a casa e la palla passa a te. Vieni lasciato solo con tutti i tuoi dubbi e le tue domande. Torna in farmacia e veditela tu!

 

Il rischio più concreto è di sprecare soldi e tempo e di non ottenere alcun risultato.

 

Da sempre, la scuola di Omeopatia Costituzionale del Prof. Chiriacò è, invece,  un luogo di confronto: confronto che avviene in aula, tra i corridoi o durante la pausa caffè. Ancora meglio, a tavola, seduti tutti insieme!

Questo è un primo bonus da valutare! Il prezzo del corso è compreso di coffee-break e pranzo seduti! Con la possibilità di confrontarsi con i relatori del corso e fare loro tutte le domande che sono venute fuori durante le ore di lezione.

 

Un altro vantaggio…

 

Un corso è, a tutti gli effetti, un investimento. Uno investe tempo e denaro per stare ad ascoltare qualcun altro perché, come minimo, deve guadagnarne il doppio.

Se la cosa non funziona così, è meglio rimanere a casa a godersi il fine settimana…

 

Dai conti fatti finora, tra didattica, affitto della sala, colazioni e pranzo, un corso del genere, con tre relatori, con 8 ore di lezione, 150 euro a lezione sono un prezzo minimo …

Che sarebbero sempre poche rispetto a tutti i soldi risparmiati per andare in giro per l’Italia e perdere tempo e soldi.

 

Se aggiungiamo anche il valore delle informazioni che ti racconteremo giorno dopo giorno e che ho sperimentato io personalmente nella mia farmacia, per farti evitare tutti gli errori da me commessi … allora il valore di questo percorso credo diventi inestimabile…

Poi c’è la questione ECM . Ti ho già detto che la frequenza dei seminari dà diritto a 30 crediti ECM per il 2020? No? Sai quantificarne il valore economico?

150 euro a lezione, per 4 lezioni all’anno, fa 600 euro. Un prezzo ridicolo rispetto a quello che potrai imparare.

 

Ma, la I.M.O. di Milano, credendo per prima in questo progetto, ha deciso di darci una mano sostenendoci nelle spese da affrontare. Il supporto della I.M.O. ci ha permesso, almeno per questo primo anno, di abbattere il prezzo di almeno un terzo di quello scritto sopra!

 

Così, grazie al contributo incondizionato della IMO,

potrai svolgere l’intero percorso didattico annuale  a soli 400,00 euro!

 

Bada: questo prezzo sarà valido solo per quest’anno! Quando avremo a disposizione testimonianze e referenze su questo corso, il prezzo sarà destinato a salire!

 

 

 

Partecipando insieme ad un collega, inoltre, hai subito diritto ad un’ulteriore promozione

 

Vantaggio Agifar 

 Se sei un giovane farmacista iscritto a una delle Agifar presenti sul territorio nazionale, grazie al patrocinio concesso ai nostri seminari dalla Fenagifar, la federazione nazionale dei giovani farmacisti, potrai ricevere un ulteriore 25% di sconto sull’intero pacchetto formativo. Pagherai cioè quattro seminari da 8 ore l’uno con tre docenti e 30 ECM solo 300 euro!

 

Vantaggio Due o più Farmacisti

Se sei titolare di farmacia e decidi di mettere il turbo al reparto omeopatico della tua farmacia, puoi decidere di portare con te uno o più collaboratori. Avremo per te un occhio di riguardo.

Portando un collaboratore, riceverete entrambi uno sconto del 25% sull’importo annuale dei seminari, mentre se ne porti due o più, riceverete tutti quanti uno sconto del 30%.

Tradotto vuol dire che:

due farmacisti anziché 800 euro pagano solo 2×300=600!

tre farmacisti, anziché 1200 euro, solo 280×3= 840! Uno viene quasi gratis!

Chiaramente unico requisito è che tutti i colleghi provengano dalla stessa farmacia (significa che l’iscrizione e la fatturazione avverrà alla stessa farmacia).

 

IMPORTANTISSIMO!

Hai ancora qualche dubbio?  Stai tranquillo: se il percorso viene meno alla promessa di metterti nelle condizioni di consigliare correttamente un rimedio omeopatico e di allestire un reparto omeopatico “che rende” in farmacia, potrai tranquillamente rinunciare a seguire le altre lezioni e rimanere nella tua condizione attuale. E’ una tua scelta. In ogni caso la scuola ti restituirà i soldi!

Bada bene: NESSUNA ALTRA SCUOLA FA QUESTO!!!

Vieni  e prendi parte alla prima lezione del 10 Febbraio, vieni  a valutare la didattica e la scuola e decidere se intraprendere con noi questo percorso o restartene a casa!

 

 

C’è un “però”…

Potrai godere di tutti questi vantaggi se, e solo se, ti iscriverai al percorso entro e non oltre il prossimo  Venerdì 17  Gennaio 2020 pagando tramite bonifico bancario (farà fede la data sulla ricevuta del bonifico).

Dopo questa data, potrai sempre iscriverti ai seminari, ma al prezzo di 400 euro (che comunque è regalato). Non potrai usufruire di tutte le altre offerte promozionali.

 

Questa è una offerta unica, che nessun’altra scuola ti può fare… semplicemente perché

non esiste nessuna scuola come la nostra:

seminari organizzati da farmacisti, per i farmacisti, al fianco dei farmacisti!

 

Affinché la didattica  sia efficace, non potremo, poi, accettare tutti. I nostri moduli, sono dei moduli interattivi, in cui ci c’è scambio e condivisione. Valuteremo le richieste in ordine di arrivo.

 

Ti faccio leggere, in ogni caso, un paio di testimonianze di colleghi che hanno seguito le nostre lezioni:

Dr.ssa Raffaella Gislao – Farmacia Ziaco Maria Pia – Pomezia (RM)

“Avevo già frequentato al scuola SMB e quella di medicina funzionale della Named. Questo corso mi è servito per rispolverare alcune conoscenze e mi ha permesso di conoscere meglio alcuni composti utili nella pratica lavorativa quotidiana. Mi è servito a fare delle domande mirate per arrivare ad un consiglio appropriato. Tratto molte più patologie, ma in una chiave diversa, soprattutto, considerando il paziente nella sua interezza. Ottenendo risultati soddisfacenti per la mia professione d farmacista, ottengo la fidelizzazione del paziente. Rispetto a tutti gli altri, questo corso è più fruibile per il consiglio pratico, ci insegna una metodica. Mi piace il fatto di poter avere un confronto continuo, anche attraverso il supporto dell’iscrizione al sito. Il corso non è fine a se stesso.

 

Dr.ssa Giusi Giuliani – Farmacia Pavese – Salerno

“Questo corso ha rafforzato la mia passione per l’omeopatia e la convinzione che l’approccio omeopatico sia il più giusto a completamento di un indispensabile approccio allopatico. Mi ha trasmesso, grazie agli interventi dei docenti, nuovo entusiasmo per continuare ad approfondire le mie conoscenze. Rispetto a tutti gli altri che ho frequentato, affronta aspetti di comunicazione importanti e aspetti molto pratici del nostro lavoro di farmacisti al banco. Consigliatissimo!”

 

Dr.ssa Maria Domenica Liberatore – Pararafarmacia – Pratola Peligna

“Avevo già frequentato il corso di due anni del Prof. Chiriacò, ma adesso è cambiato il mio modo di porre domande al cliente. Ho iniziato a sistemare e ad allestire gli scaffali come suggeritomi, inizio già a vedere la fidelizzazione. Questo corso ha superato le mie aspettative e  lo consiglierei a tutti per i metodo, per i docenti , per i contenuti  e soprattutto perchè è diverso da tutti gli altri:  ti mette davanti alla realtà delle cose, a cosa accade ogni giorno in farmacia“!

 

Per leggere decine di altre testimonianze di colleghi titolari di farmacia, collaboratori, titolari di parafarmacia, già esperti di omeopatia o alle prime armi, clicca QUI

 

Iscrivendoti ad OMEOPATIA In PRATICA:

 

  • sarai finalmente capace di consigliare correttamente un rimedio omeopatico, facendo crescere le tue competenze e quindi potrai differenziare della tua farmacia rispetto alla concorrenza e potrai ad accreditarti come punto di riferimento per l’Omeopatia nella tua zona!

 

  • Fidelizzerai veramente la tua clientela, aumenterai il numero di pezzi per scontrino e migliorerai la marginalità della tua farmacia messa in ginocchio dalla guerra dei prezzi su prodotti commerciali e leader di mercato;

 

  • Potrai risparmiare fino al 50% del prezzo dei seminari iscrivendoti subito;

 

  • Se sei un giovane farmacista associato Agifar, riceverai un ulteriore sconto del 25% sull’intero pacchetto annuale (pagherai 4 lezioni solo 300 euro!!!);

 

  • Riceverai 30 Crediti ECM validi per il 2020;

 

  • Sei coperto da garanzia: se il primo seminario non ti convincerà, potrai ritirarti senza alcun problema e ricevere indietro l’importo già versato. Nessun rischio!

 

Ora, se sei arrivato a leggere fin qui, l’Omeopatia ti interessa veramente e sarebbe un peccato che tu perdessi questa opportunità.

Lo so, magari sei deluso da tutti i corsi che hai frequentato fino ad ora, ma tranquillo, questa volta sarai contento e pienamente soddisfatto!

 

Partecipando insieme ad un collega, inoltre, hai subito diritto ad un’ulteriore promozione

                                                                                   

Ci vediamo a Roma Domenica 26 Gennaio

 

Dario Leonardo Dinoi

 

 

Grazie per aver letto questa lettera. Spero che ti interessi il nostro metodo didattico!

 

P.S. Ricordati di iscriverti subito e non oltre il 24 Gennaio! In questa maniera risparmierai soldi e sarai coperto dalla garanzia soddisfatto o rimborsato.

Se pensi di voler fare questo percorso insieme a noi, la cosa più sensata è prenotarti adesso!

 

P.P.S. Ricordati che sei sempre libero di non prendere parte a questi seminari. Rimarrai, però, fermo nello stesso punto in cui sei ora. Alla meglio, rimarrai con le tue conoscenze teoriche di omeopatia difficilmente applicabili in farmacia (ammesso che tu ne abbia e che siano corrette); non avrai la possibilità di differenziarti dai tuoi colleghi che si fanno sempre più aggressivi e il tuo futuro e quello della tua farmacia rimarrà sempre più incerto, mentre il mercato evolverà e la liberalizzazione avanzerà anche in Italia.

E allora sarà tardi per fare qualsiasi cosa. Anche per vendere la farmacia.

 

Evita che questo accada.  Iscriviti ora ad  OMEOPATIA in PRATICA 2020

 

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    Le recenti norme riguardanti l’omeopatia

    Stanno accadendo alcune rivoluzioni nel mondo della medicina omeopatica.
    Com’è noto i farmaci omeopatici entreranno nel prontuario farmaceutico ed avranno egual dignità rispetto ai farmaci tradizionali.
    E’ un passaggio che è avvenuto anche in funzione di un sacrificio degli omeopati: la diminuzione dei rimedi che, al momento, non si è fatto in tempo a registrare.

    In alcuni casi, ove possibile (il discorso tuttavia è complesso) in questo nuovo corso il farmaco omeopatico sarà accompagnato dal foglietto interno.

    L’omeopatia non è più vista come una pratica oscurantista ma come una pratica terapeutica costituita da prodotti sicuri, con sicurezza provata e certificata.
    Gli studi sull’efficacia sono ormai estremamente numerosi e diffusi.
    Molti studi sono in corso per svelare il meccanismo d’azione dei rimedi.

    Si delinea, pertanto, meglio, la figura del medico omeopata che è uno specialista della salute come gli altri.
    Non è un’oscurantista o un’antivaccinista ad oltranza.
    Si tratta di un medico moderno che usa prodotti del prontuario farmaceutico nazionale. Mantiene la conoscenza della medicina tradizionale, capendo ove la può impiegare ed ove sia meglio l’omeopatia. Ha in più la conoscenza della medicina omeopatica.
    Anche in questo caso capendo, di volta in volta, ove preferirla e ove appoggiarsi alla medicina tradizionale.

    Eppure su alcune testate compaiono ancora petizioni improbabili per rimuovere l’omeopatia dalla farmacie.

    Magari senza minimamente mettere in discussione tutto l’armamentario di altri materiali di vario genere che affollano oggi (ma a me francamente non disturbano…) le farmacie moderne. E forse è proprio in questo che emerge l’improbabilità del sostenere una posizione di  apparente principio.
    Si tratta, evidentemente, di tentativi estremi per impedire il passaggio previsto della legge che obbliga l’omeopatia a delle regole ma le conferisce un’ufficialità ormai da tempo guadagnata sul campo e non più discutibile.

    Altra fortunatamente, come già visto, la posizione di organi ufficiali come “Farmacia News” . Affermano chiaramente che l’omeopatia è ad una svolta importante di ufficializzazione con l’entrata nel prontuario e pertanto ogni figura professionale che la tratterà, farmacisti in primis, sarà tenuta ad effettuare corsi di conoscenza approfondita di questa materia.

    Giorgio Albani

    Il Ruolo dell’Omeopatia nel Tempo che Viviamo

    Di Giorgio Albani
    (Parte prima)

    Desidero esporre alcuni concetti che possano meglio far capire quale sia il ruolo della medicina omeopatica nella società moderna, nel tempo che viviamo e nelle diverse età della vita.
    Il tema può sembrare generico e superficiale.
    Al contrario, invece, l’intento di questo scritto è quello di generare consapevolezze concrete su un materia caratterizzata da molte possibilità, non sempre ben conosciute.

    La medicina omeopatica nasce circa tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’’800 ad opera del medico tedesco S.F. C. Hanneman in un periodo in cui la medicina ufficiale era una vero e proprio disastro. La cura delle malattie si effettuava con salassi, purghe e l’impiego di metalli pesanti. Quando andava bene queste cure impoverivano enormemente l’energia del paziente, compromettendo il resto della sua vita. Quando andava male lo intossicavano e lo uccidevano.
    Hanneman divenne consapevole che i mezzi utilizzati per le cure risultavano, di fatto, più pericolosi delle stesse malattie che dovevano curare.

    Hanneman era un medico ricco e famoso e avrebbe avuto molti vantaggi nel mantenere la propria posizione, senza mettere in discussione il sistema della medicina dell’epoca.
    Dopo aver visto morire numerosi pazienti proprio per l’inappropriatezza delle cure, fu colto da una profonda crisi morale e professionale. Si ritirò dall’esercizio della professione per un lungo periodo dedicandosi ai suoi studi. Hannemann era un medico ma anche un abile chimico e farmacologo.
    Sulla base di una serie di fatti osservati e di studi effettuati, dopo un prolungato periodo di sperimentazione, diede vita ad un sistema terapeutico nuovo, sicuro, razionale, che utilizzava diverse sostanze a bassi dosaggi, tali da evitare intossicazioni.
    Era nata l’Omeopatia.
    Il nuovo metodo terapeutico, molto più razionale della medicina dell’epoca, ottenne subito importanti risultati. Furono guariti molti personaggi famosi (artisti e regnanti, ma anche gente comune) da malattie gravi o che duravano da anni e ciò diede subito alla medicina omeopatica un grande successo.
    L’omeopatia fu utilizzata con risultati estremamente positivi anche nelle grandi epidemie che flagellavano l’Europa.
    Per esempio nell’epidemia di colera che colpì Londra nel 1854 l’indice di mortalità dei pazienti curati negli ospedali tradizionali fu pari al 53% , quella dei pazienti curati negli ospedali omeopatici fu del 16,4%.
    Questa informazione storica ci dice anche che in diverse nazioni e città europee furono aperti numerosi ospedali omeopatici e divennero omeopati diversi medici dell’epoca.
    Molti di essi passarono alla storia negli annali della medicina.
    Sin da subito, però, l’omeopatia fu osteggiata. Probabilmente ci fu chi lo fece, pur in totale buona fede, semplicemente perché non la capiva e/o non la condivideva. Tuttavia più spesso l’ostilità nacque in cattiva fede poiché il sistema di cura della medicina omeopatica metteva in profonda discussione il sistema delle cure utilizzato all’epoca e, con esso indirettamente metteva in discussione anche l’intero sistema di potere che ruotava intorno alla medicina tradizionale coeva.
    La storia dell’omeopatia è piena di omeopati perseguitati in vario modo o che subirono dei veri e propri attentati. Se consideriamo che anche il ricercatore Benveniste (1935-2004) subì la stessa sorte dobbiamo trarre la conclusione che questa pratica persecutoria non apparteneva solo ai tempi passati.

    Vorrei dire che ai giorni nostri è tutto cambiato ma non posso farlo.
    Se, da una parte, l’omeopatia viene sempre più capita e compresa dalle persone che s’impegnano in un percorso di conoscenza e consapevolezza (sono molte e c’è anche un premio Nobel della medicina) dall’altra rimane una forte ostilità generata dall’apparato della farmacologia chimica, spesso legato ad interessi di vario genere, che combatte, anche con colpi molto bassi, la medicina omeopatica, chi la pratica e chi la utilizza.

    Questa premessa era necessaria ma non deve distoglierci dal tema.
    Veniamo al nostro tema.
    C’è un ruolo che può svolgere validamente l’Omeopatia ai nostri tempi?

    Certamente si.
    Il sistema terapeutico della medicina omeopatica non è necessariamente “alternativo” alla medicina classica moderna ( se mai lo poteva essere a quella del tardo ‘700) ma può ben affiancarsi ad essa.
    In certi casi certamente, può capitare che la possa anche sostituire, senza con questo necessariamente metterla in discussione.
    Se con alcuni principi naturali si possono ottenere risultati che, in molti casi, evitano cortisone ed antibiotici, per tutta una serie di motivi questa è una cura da preferire.
    Poi, quando serviranno cortisone ed antibiotici e non si potrà farne a meno, li utilizzeremo serenamente.
    L’errore, pertanto, è spesso quello di considerare la scelta medicina omeopatica/ medicina classica definitiva, rigida e immutabile.
    Si tratta di una dicotomia inutile perché anche nel corso di una stessa malattia, che magari decorre in modo cronico, ci possono essere tempi e situazioni in cui sia preferibile una cura omeopatica e altri in cui lo sia una di tipo tradizionale.

    In realtà tutta la storia clinica di una persona si può caratterizzare per eventi di salute che richiedano la medicina tradizionale, altri che vedano più opportuno l’uso della medicina omeopatica, altri ancora che traggano giovamento dall’uso contemporaneo dei due sistemi terapeutici.
    Questo fa capire come la definizione di “alternativo”, nella maggior parte dei casi possa considerarsi infondata e in buon parte fuorviante.

    Ma andiamo al concreto.
    Proviamo a capire che tipo di impiego, modernamente, può avere la medicina omeopatica nelle varie età della vita.
    Proviamo a pensare alla storia di un essere umano partendo dal giorno zero della sua vita.
    Anzi… Spingiamoci anche più indietro e cerchiamo di pensare a questo nuovo essere umano in via di formazione, nella cavità uterina, dopo il concepimento.

    In questa fase l’omeopatia può aiutare la madre e il feto.

    La madre, per esempio, potrebbe soffrire di problematiche di salute preesistenti alla gravidanza, che tuttavia, nel periodo dell’ “attesa” , non possano essere curate con farmaci chimici.
    La medicina omeopatica consente di curare la gestante con i propri rimedi naturali, senza rischi per madre e feto.

    In quelle donne caratterizzate da rischio di aborto l’omeopatia, poi, prevede rimedi che riducono moltissimo questa temibile possibilità.
    Ci sono rimedi omeopatici noti per la loro attività attività anti-abortigena

    Ma spostiamo ora l’attenzione sul feto.
    L’omeopatia può essere utilizzata per fare Eugenetica.
    Parola strana, questa, cui la storia ha riservato una serie di significati inappropriati, soprattutto in quel terzo Reich che voleva selezionare i nuovi nati come polli da allevamento.

    Nel caso dell’omeopatia significa semplicemente analizzare quali possibili eredità patologiche può ricevere il bambino dai propri genitori e cercare di prevenirle.
    Un esempio concreto. Se entrambi i genitori sono allergici il figlio avrà buona probabilità di nascere con questa predisposizione, con tutto ciò che essa poi comporterà nella vita. L’omeopatia prevede un programma di rimedi da utilizzare nelle fasi di formazione di quegli organi e apparati che costituiscono il punto debole dei soggetti allergici.
    Un buon intervento dell’omeopata fa prevenzione per molti problemi che, successivamente alla nascita, potrebbero presentarsi.
    Un’esperienza personale per far capire quale può essere l’importanza di un programma di eugenetica.
    Ho seguito nell’arco di molti anni molte famiglie che, per loro scelte personali, si caratterizzano per una prole piuttosto numerosa. Ho potuto osservare, in quei casi in cui i genitori erano entrambi allergici, che ogni volta che sia stato possibile fare prevenzione eugenetica i figli non hanno poi mostrato tendenza a patologie allergiche. In quei casi in cui la prevenzione, per vari motivi, non è stata effettuata si sono frequentemente verificate, sin da subito, sensibilità allergiche e patologie conseguenti.
    Naturalmente non dispongo di un protocollo con numeri e casi registrati ma in oltre vent’anni di attività posso dire di avere potuto puntualmente osservare e confermare questa situazione.

    L’omeopatia può essere anche efficacemente utilizzata nel travaglio di parto per ridurre i dolori e le distocie (le mal posizioni del feto) e per rendere l’esperienza del bambino del transito attraverso il canale meno traumatica. C’è uno studio scientifico francese in doppio cieco, effettuato nell’Ospedale di Lilas, che dimostra questa possibilità.

    Immediatamente dopo la nascita l’omeopatia può continuare a seguire la madre ripristinando la buona salute, curando alcune conseguenze ginecologiche del parto, stimolando la montata lattea. Particolarmente significativo è l’aiuto che può dare l’omeopatia nella frequente depressione del dopo parto.

    Nelle prime fasi della vita l’omeopatia può aiutare i bambini inappetenti a riprendere a mangiare.
    Molti farmaci omeopatici possono essere poi utilizzati per quei fastidiosi disturbi che caratterizzano diversi neonati: coliche, stitichezza, la crosta lattea ( a volte una vera e propria dermatite seborroica), le sensibilità cutanee, i problemi di intolleranza al latte.
    Successivamente l’ausilio dell’omeopatia può riguardare i problemi derivanti dalla dentizione.
    Se per alcuni bambini questa fase della crescita non desta problemi particolari per altri è l’inizio di una serie di sintomi, ben conosciuti dai pediatri della vecchia scuola, che si ripetono ad ogni nuova eruzione dentaria: febbre, otiti, scariche diarroiche, infiammazioni dei glutei e dei genitali, cambi di umore, perdita del sonno e dell’appetito, infiammazioni mucose, ecc.

    Pian piano il bambino cresce.
    Inizia la fase di svezzamento e può subentrare qualche intolleranza ai nuovi cibi.
    Prontamente l’omeopatia può porci rimedio.

    Le stagioni si alternano e i bambini possono mostrare la tendenza a soffrire di vari disturbi.
    L’omeopatia interviene bene nelle sindromi gastroenteriche estive e invernali, nelle sindromi influenzali, nelle bronchiti, nelle infiammazioni delle mucose, nelle febbri, nelle malattie da raffreddamento, ecc.

    Particolare importanza hanno quei programmi di prevenzione che gli omeopati prescrivono alle soglie del periodo invernale.
    Ove la medicina classica si muove essenzialmente con i vaccini, l’omeopatia prevede anche cure costituzionali, basate sul singolo individuo, che offrono protezioni di notevole rilievo verso malattie stagionali causate da virus e batteri.
    Ci sono ormai studi e statistiche pubblicati che dimostrano l’importanza, la concretezza e l’efficacia di questo tipo d’intervento.

    Il periodo primaverile apre le porte alle sensibilità allergiche che riguardano soprattutto quei bambini che non abbiano effettuato un programma di eugenetica.
    Ovviamente soffrono di questo problema anche molti adulti.
    Le allergie comportano diversi sintomi cutanei (eczemi, orticaria), mucosi (infiammazioni, catarri e reazioni asmatiche) e sierosi (congiuntiviti).

    …E’ buffo osservare il fatto che anche quei medici che non approvino totalmente il metodo omeopatico siano però frequentemente disposti a riconoscergli dei favorevoli risultati nella cura delle allergie….
    Mi è capitato più di una volta di sentire affermazioni in questo senso, che mostrano la difficoltà, pur costatando efficacia del metodo in un campo arduo come le allergie, a voler approfondire e ad aprirsi alla conoscenza di altre possibilità dello stesso.
    Di fatto chi cura con l’omeopatia i propri disturbi allergici, riduce o cessa in tempi brevi l’uso di farmaci impegnativi come antistaminici, cortisone, broncodilatatori, antibiotici.
    Il medico di base, che magari conosce e segue il paziente da anni, si accorge facilmente che il proprio assistito, pur stando bene, non richiede più la prescrizione di questi farmaci. Se non si tratta di un sanitario in cui il pregiudizio prevalga sulla ragione, non può che assumere questi fatti oggettivi che osserva come una ovvia prova di efficacia dell’omeopatia.
    Per fortuna, nonostante le frequenti campagne pilotate antiomeopatia, nell’esperienza clinica giornaliera questo avviene sempre di più.

    Cambiamo capitolo.
    Nella crescita il bambino non s’incontra solo con problemi di salute fisica ma può attraversare anche delicati periodi caratterizzati da difficoltà di tipo psicologico ed adattativo.
    Tutto ciò in buona parte costituisce un passaggio obbligato e necessario per abituare il bambino ad affrontare le varie problematiche e, in questo modo, diventare un giovane adulto più responsabile e sicuro.
    Se è vero che molti di questi problemi adattativi (il contatto con le prime istituzioni scolastiche e con nuovi gruppi sociali, per esempio) si risolvono frequentemente da soli, può succedere che in alcuni casi necessiti un aiuto per evitare di portare nella vita adulta cicatrici non facilmente rimarginabili e modelli comportamentali inadeguati. Questi ultimi possono essere basati sulla fuga  di fronte alle prime problematiche, sulla difesa eccessiva (aggressività), sulla chiusura o sull’elaborazione di una via di distacco dal sociale che potrebbe gettare le basi per la nascita di un disturbo di personalità dell’adulto o di una malattia psichiatrica.
    Vero è che molta di questa materia appartiene alla competenza di altre figure professionali (educatori, psicologi, psichiatri) che possono aiutare il bambino e la sua famiglia nei momenti più complessi; ma è anche vero che l’omeopatia può pienamente collaborare in questo ambito, ottenendo dei risultati particolarmente significativi.
    Il repertorio omeopatico prevede rimedi utili per trattare gli stati di ansia, angoscia, panico, iniziali e moderati stati depressivi, cambi repentini di umore, insonnia, stati di chiusura e situazioni francamente border-line. Le indicazioni dei diversi rimedi omeopatici sono estremamente accurate e raffinate. Nel caso dell’ansia, per esempio, ci sono farmaci più adatti all’ansia da prestazione, altri per l’ansia da anticipazione, altri ancora per l’ansia di scelta, e così via.
    Non ci troviamo, cioè, di fronte alla classica benzodiazepina (la base dei più noti tranquillanti) che in medicina classica si da un po’ a tutti e per tutti i tipi di ansia.
    Può essere utile sapere che nell’800 esisteva negli Stati Uniti, a new York, un Ospedale Psichiatrico Omeopatico condotto da esimi medici il cui positivo lavoro è ancora ricordato nella storia della medicina.

    Odiernamente l’intervento dell’omeopatia nei problemi appena elencati può essere molto prezioso e il lavoro dell’omeopata si può tranquillamente affiancare a quello delle altre figure professionali, determinando un valore aggiunto nel risultato che è ormai sempre più riconosciuto.

    Ci sono, inoltre, molte esperienze che confermano l’attività ansiolitica di alcuni rimedi omeopatici, i quali, tra l’altro, hanno il merito di non portare con se i ben noti effetti collaterali delle benzodiazepine e consimili. Cito volentieri gli studi effettuati in questo senso dal ricercatore italiano dell’università di Verona, prof. Paolo Bellavite.
    Questi studi sono diversi e sono stati effettuati per scelta su animali di laboratorio che, ovviamente, non risentono dell’effetto placebo, troppo spesso evocato dai detrattori dell’omeopatia per spiegarne i positivi risultati che evidentemente non riescono facilmente ad accettare.
    Le sperimentazioni del prof. Bellavite hanno dimostrato risultati favorevoli inequivocabili e di così alto valore da meritare la pubblicazione su di una rivista scientifica internazionale indipendente e seria come Psicopharmacology.

    Concludo questa prima parte del mio scritto sperando che sia stato gradito.
    Nelle “prossime puntate” si analizzerà quale può essere l’intervento dell’omeopatia nel periodo giovanile, nell’adolescenza, nella vita adulta e nella terza età.

     

    Alcune considerazioni sull’Omeopatia alla luce degli ultimi fatti di cronaca

    Momento sinceramente complicato quello che stiamo vivendo.

    Per tanti diversi motivi.

    Continua ad imperversare una crisi economica importante che ha cambiato le abitudini delle famiglie e le loro possibilità di fare scelte adeguate in molti ambiti della vita (alimentazione, salute spazi ludici e di crescita).
    La crisi economica ha portato con se anche una perdita delle sicurezze e ha reso le persone più fragili.

    Nella fragilità aumentano le paure e le psicosi.
    In primo luogo quelle riguardanti la salute.

    Ad amplificare questa condizione contribuiscono, senz’altro, decine di scritti che facilmente transitano attraverso i mezzi di comunicazione di massa (soprattutto i social network) e che veicolano di fatto disinformazione.

    A volte in buona fede (ma sempre disinformazione è), a volte in cattiva fede.

    In momenti delicati come questo si riduce la consapevolezza delle persone e la capacità di sapersi confrontare e si finisce per discutere ogni tema, anche il più delicato, come se si fosse tutti al bar dello sport o allo stadio o, peggio, in guerra.

    Non mancano violenza e aggressività (verbale e non) e cortei di minacce, più o meno esplicite, per chi, in ogni campo della vita, non si allinea completamente al pensiero unico.

    Ciò che nella precedente generazione, dopo la durezza degli anni di piombo, era stato acquisito come un punto elevato del dialogo, costruito sul saper serenamente confrontarsi e rispettarsi, oggi è diventata un lusso e tornano, verso chi ha una visione diversa della vita, le vecchie e sempre efficaci accuse di disfattismo.

    Muore l’ingenuità, la consapevolezza, la democrazia, intesa come la possibilità da parte dell’individuo di determinare le proprie scelte e, in fondo, il corso della propria vita.

    I dibattiti in atto sono molti.
    Cominceremo da quello più vicino a noi che riguarda l’omeopatia, mai osteggiata come in questo periodo.
    A breve alcuni farmaci omeopatici potrebbero uscire dalla disponibilità di medici e pazienti.
    La registrazione di questi prodotti (beninteso oggi considerati farmaci a tutti gli effetti di legge) e la preparazione dei relativi dossier, atti previsti dalla nuova normativa, richiede tempi tecnici prolungati.
    E’ stato dato un termine di tempo troppo breve ( fine Giugno 2017) per consentire la registrazione di un armamentario terapeutico assai multiforme e complesso di farmaci in commercio da anni e, proprio per questo, considerabili assai sicuri.
    Il ministero della salute ha comunicato che non darà proroghe.
    Un po’ come se venisse chiesto di costruire il Colosseo in due settimane.

    E’ ovvio che c’è un’ostilità dietro a tutto ciò, anche se indiretta.
    La logica sembra: “non ti impedisco di costruire il Colosseo ma lo devi fare in due settimane…”.

    Stiano tranquilli, in ogni caso, i pazienti: i farmaci omeopatici che rimarranno in commercio saranno più che sufficienti per condurre, da parte di medici e pazienti, una buona omeopatia.

    Forse sarà l’occasione per rendere ancor più manifesto cosa sia una buona omeopatia e cosa no…

    Inoltre alcune aziende farmaceutiche che producono al di fuori del nostro paese, sulla base della normativa Europea, continueranno con buona probabilità, salvaguardati dalle norme di reciprocità che intervengono tra gli stati, a fornire l’Italia di quei farmaci mancanti.

    Spiace che la vittima sacrificale sia una parte dell’industria farmaceutica italiana che non manca di qualità ed “onore”.
    Mi sembra di aver già rivisto questo film…

    Questione vaccini.
    Prima che da omeopata parlo da medico e da clinico.
    Non mi era mai capitato di vedere un confronto tra le parti così scorretto e indisciplinato.

    Quali sono le parti in causa?
    I sanitari, la politica, i cittadini, i mezzi di comunicazione di massa, i sani interessi clinici, i meno sani interessi economici.

    Di fronte alla domanda generica e secca: vaccinare si o vaccinare no la risposta non può che essere univoca.
    Certamente vaccinare si.

    Ma poi ci sono altre sottodomande non meno importanti: vaccinare quando? Vaccinare in che modo (ceppi unici o separati per esempio)? Con quale distanza? Con quali accorgimenti? Quali controlli debba fare il paziente prima cella vaccinazione? Quali controlli debbano subire questi farmaci e come debba funzionare la farmacovigilanza sui possibili effetti collaterali?

    Qui le risposte di virologi, immunologi, clinici sono molto diverse.
    Intendiamoci: non parlo di medici che si sono dedicati alle medicine non convenzionali o all’omeopatia, parlo di normalissimi medici e ricercatori che operano all’interno e all’esterno del sistema sanitario nazionale, anche con competenze specifiche molto approfondite sull’argomento.

    Questo va detto perché purtroppo chi voleva chiudere il conto con l’omeopatia ha cercato di far valere l’equivalenza omeopati uguale no-vax.

    “Conclusione falsa e tendenziosa”.
    Da omeopata mi è capito di difendere molte volte la validità di vaccinazioni essenziali che colleghi che nulla avevano a che fare con le medicine non convenzionali bistrattavano.
    E mi è capitato anche piuttosto spesso di parlare con pazienti estremamente restii alle vaccinazioni, che non avevano sottoposto i loro figli ad alcuna di esse, e stimolarli ad effettuare almeno quelle essenziali.

    Ho più volte detto di aver vissuto in una generazione in cui i risultati della poliomelite si vedevano purtroppo ancora di frequente e non ho nessuna intenzione di tornare a vedere cose di questo tipo.

    Tuttavia il dibattito che è in corso in questo periodo tra i camici bianchi (ma anche nell’opinione pubblica) non riguarda tanto il tema vaccini si o vaccini no (nessun medico sensato lo farebbe) ma le altre domande che sono state evidenziate in alto.

    Purtroppo non è un dibattito sereno, come già detto.

    Su alcuni medici che hanno assunto posizioni interlocutorie, non sempre e necessariamente critiche sul principio di base ( e non necessariamente condivisibili da chi scrive), pesano alcune sentenze degli ordini che sono arrivate alla radiazione.

    La radiazione, è bene dirlo, è praticamente la morte professionale di un medico.

    Penso che possa esistere uno spazio di dialogo e un modo diverso di confrontarsi, nella vita come nella scienza. Magari utile anche a far capire che alcune posizioni estreme (comprese quelle dei no vax ad ogni costo) sono sbagliate ed inutili per il progresso dell’umanità.

    Il tema è delicato e richiede attenzione massima, valutando anche possibili rischi di condizionamento dovuti a lobby economiche di vario genere e a passaggi della politica che non hanno nulla a che vedere con la clinica.

    In ogni caso, essendo cittadini di questo stato ed essendo obbligati al rispetto delle sue leggi (anche quelle che non necessariamente condividiamo), superata la fase del dibattito e superata la fase nella quale in tema di vaccinazioni era possibile effettuare scelte tra vaccini obbligatori e facoltativi, sarà nostro obbligo, da sanitari e cittadini, rispettare il nuovo calendario vaccinale.
    Tutto ciò a meno che non intervengano modifiche rispetto a quanto sino ad oggi  materia del recente decreto governativo.

    Da medico prevedo che si aprirà un periodo logisticamente complesso in cui dovranno essere risolte problematiche non semplici. Probabilmente sarà necessario tornare a disporre di vaccini mono ceppo, utili ad integrare le vaccinazioni mancanti (l’obbligo è sino ai 16 anni).

    Si consideri anche che molti bambini hanno già superato alcune malattie per le quali non erano stati vaccinati (per esempio il morbillo) e ripetere il vaccino in questi casi li esporrebbe ad un inutile rischio privo di un reale beneficio.

    In altri casi alcune malattie dell’infanzia potrebbero essere già state “fatte” anche in modo in subclinico (inapparente).
    Per cui potrà essere necessario effettuare un esame del sangue per valutare per quali malattie già si sia protetti. Per le stesse la vaccinazione, ovviamente, risulterebbe inutile.

    Tutto ciò mi porta a pensare che più che una vaccinazione di massa a tappeto come ventilato sarà necessario, almeno per una intera generazione di bambini, valutare le situazioni di caso in caso.

    In qualche modo venendo incontro di necessità ad un criterio, quello della valutazione individuale dei bisogni, che costituisce uno degli argomenti di chi ha posizioni critiche su questo tema.

    Torniamo all’omeopatia per chiudere.
    Le dispense recentemente inviate mostrano come sia possibile usare quest’arma terapeutica anche per casi importanti, come le malattie infiammatorie croniche del colon.
    Uno degli allegati che ho messo a disposizione di chi segue questa mailing list riguardava la cura di  un caso complesso di Morbo di Crohn.
    Tuttavia i mezzi di comunicazione di massa non conoscono questa casistica e spesso propongono situazioni che tendono a screditare l’omeopatia, anche quando non c’entra nulla.

    E’ di ieri la notizia di un caso di otite, ad Ancona, che si è complicato con una meningite “curato per 15 giorni con l’omeopatia”.

    Non si capisce se il caso sia stato vista da un medico omeopata o più probabilmente curato dal genitore con le indicazioni di internet.
    Siccome alla stoltezza non c’è rimedio potrebbe anche essere…

    Giustamente il dottor Trapani, medico omeopata, ha fatto una sua dichiarazione in merito che non lascia dubbi.
    Questi sono gli elementi essenziali:
    1)    un’otite deve sempre essere vista dal medico e anche rivista dopo 24 ore se necessario;
    2)    secondo le linee guida internazionali non si dovrebbero usare gli antibiotici nelle prime 72 ore ma ricorrere solo agli antinfiammatori; in medicina classica paracetamolo ed altri. L’omeopatia ha i suoi rimedi utili in questa fase.
    3)    Se, superate le 72 ore, pur usando i vari antinfiammatori (o gli omeopatici) il problema persiste si passa necessariamente alla terapia antibiotica. Lo deve fare anche l’omeopata. Se l’omeopata è bravo, aggiungo io, e se il caso lo consente, in 48 ore l’otite è scomparsa.
    4)    Pertanto un caso come questo vede il bambino (e anche l’omeopatia) vittime di una conduzione clinicamente scorretta. E vede la verità, al solito, vittima di un’interpretazione sbagliata (si tratta di uno degli errori della comunicazione, commesso in buona fede o meno, che si chiama “distorsione”).

    In questa polemica si inserisce strumentalmente, al solito, il prof. Garattini che tuona dicendo che dovrebbero essere radiati dall’albo dei medici anche gli omeopati.
    Altro esponente del pensiero unico, con scarsa tolleranza al dibattito e ad accettare opinioni diverse dalla sua.

    E torna il solito cortocircuito per cui chi la pensa diversamente dal pensiero unico non ha la dignità di persona con cui dibattere ma deve essere eliminato, per il momento professionalmente, poi, (chissà?), anche fisicamente.

    “Triste è quella società in cui non è più possibile dibattere e confrontarsi ma il primo obiettivo è l’eliminazione di chi ha un’altra idea della vita dalla propria”.
    Anonimo.

    Conclusione
    L’omeopatia è un mezzo terapeutico splendido che permette di curare i problemi della sfera fisica e  della sfera non fisica, in modo dolce.
    Anche quelli di una certa importanza.
    Come tutte le cose va capito e, soprattutto, saputo usare bene.
    Non mancando di operare la giusta selezione tra i casi che se ne possano giovare e quelli non adatti a questo mezzo.

    La terapia omeopatica, come dimostra l’esperienza di molti paesi che la utilizzano da anni, anche negli ospedali, si può affiancare a tutti gli strumenti che il progresso tecnico e scientifico ci ha regalato.
    Giorgio Albani