Formazione Posts

L’Innovazione Santiniana e la Prerogativa della Nostra Scuola

Per molti anni ho personalmente seguito l’omeopatia costituzionalista di tipo francese, come presentata nel modello descritto nella precedente mail.

Essa, come sappiamo, è fondamentalmente basata sulla presenza di 4 costituzioni principali.

COSTITUZIONE CARBONICA
COSTITUZIONE SULFURICA
COSTITUZIONE FOSFORICA
COSTITUZIONE FLUORICA

Non nascondo che, nell’applicazione di questo modello, più volte mi capitava di percepire che i conti … Non tornavano tutti e fino in fondo.

Le incongruenze del modello di base venivano superate da teorie ausiliarie che introducevano una serie di eccezioni da incorporare nella teoria principale.

La qual cosa finiva per labilizzare, effettivamente, tutta la struttura di questa impostazione.

Poi, durante i miei studi di Omeopatia, conobbi il prof. Dario Chiriacò che proponeva una teoria delle costituzioni diversa.

Essa era basata sul costituzionalismo omeopatico italiano fondato dal prof. Antonio Santini, maestro del prof. Chiriacò.

In questo schema le costituzioni sono le seguenti:

COSTITUZIONE CARBONICA
COSTITUZIONE SULFURICA

COSTITUZIONE MURIATICA (o SODICA) che include la SULFURICA MAGRA

COSTITUZIONE FOFSFORICA

Per il modello di Santini, evoluto nell’esperienza e nell’insegnamento del prof. Chiriacò, esistono i seguenti capisaldi:

Viene introdotta la COSTITUZIONE MURIATICA/SODICA o SULFURICA MAGRA che risolve una serie di problematiche irrisolte nel modello precedente.

Viene meglio concettualizzata e definita la Costituzione Sulfurica, vero e proprio calderone dell’omeopatia francese in cui finisce di tutto e di più.

Da essa si scorpora la sulfurica magra, riferibile al farmaco Sulfur Iodatum, che mostra più vicinanza al farmaco principale della costituzione Muriatica, Natrum Muriaticum, piuttosto che a quello della costituzione Sulfurica (SULFUR).

I due modelli reattivi SULFUR IODATUM/ SULFUR, nonostante la somiglianza nominale, risultano veramente piuttosto diversi.

Infine scompare la Costituzione Fluorica che sembrava il punto di arrivo di tutti i mali.

Si prende atto realisticamente che la componente FLUORICA, con le sue spinte lesionali, può purtroppo impregnare, pur in misura diversa, tutte le costituzioni.

Secondo Santini si tratta di una forza energetica fisiopatologica assimilabile alla diatesi luesinica.

Per un migliore approfondimento di queste tematiche consiglio la lettura della prima parte del Libro del Prof. Chiriacò,  già menzionato.

Eccolo quà:

Giorgio Albani

La Ricerca in Omeopatia

Ho scovato navigando per internet questo testo classico di Bellavite e Signorini (“Fondamenti teorici e sperimentali della medicina omeopatica”), esaurito da tempo e pertanto nella condizione di essere diffuso in pdf.
Il testo, pur essendo un po’ datato, costituisce già una risposta a chi ritiene che la medicina omeopatica non abbia basi teoriche e sperimentali plausibili.
Consiglio di scaricare e leggere.

Con l’occasione mi pregio di allegare altro materiale tra cui i link delle conferenze dei professori Del Giudice (fisico) e D’Elia, già in passato diffuse.

Dott. Giorgio Albani
Direttore Didattico Della Scuola

Anche al link:
http://www.paolobellavite.it/fondamenti-omeo.html

Altri link:
https://www.dionidream.com/dna-acqua-montagnier/

https://www.youtube.com/watch?v=0MAPKRB8qno

http://www.omeopatiasimoh.org/prof-vittorio-elia-le-proprieta-chimico-fisiche-delle-soluzioni-ultra-diluite/

https://www.youtube.com/watch?v=5ytC2Anizo4

http://www.ilgiornale.it/news/scoperta-omeopatia-efficace-contro-tumore-seno.html

http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=print&sid=3510

https://academic.oup.com/rheumatology/article/43/5/577/1788410

https://www.hri-research.org/it/homeopathy-faqs/there-is-no-scientific-evidence-homeopathy-works/

https://www.macrolibrarsi.it/speciali/l-omeopatia-funziona-ce-lo-spiega-la-fisica-quantistica.php

https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/omeopatia-epi3-dice-efficacia-cure-la-stessa

Il Ruolo dell’Omeopatia nel Tempo che Viviamo

Di Giorgio Albani
(Parte prima)

Desidero esporre alcuni concetti che possano meglio far capire quale sia il ruolo della medicina omeopatica nella società moderna, nel tempo che viviamo e nelle diverse età della vita.
Il tema può sembrare generico e superficiale.
Al contrario, invece, l’intento di questo scritto è quello di generare consapevolezze concrete su un materia caratterizzata da molte possibilità, non sempre ben conosciute.

La medicina omeopatica nasce circa tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’’800 ad opera del medico tedesco S.F. C. Hanneman in un periodo in cui la medicina ufficiale era una vero e proprio disastro. La cura delle malattie si effettuava con salassi, purghe e l’impiego di metalli pesanti. Quando andava bene queste cure impoverivano enormemente l’energia del paziente, compromettendo il resto della sua vita. Quando andava male lo intossicavano e lo uccidevano.
Hanneman divenne consapevole che i mezzi utilizzati per le cure risultavano, di fatto, più pericolosi delle stesse malattie che dovevano curare.

Hanneman era un medico ricco e famoso e avrebbe avuto molti vantaggi nel mantenere la propria posizione, senza mettere in discussione il sistema della medicina dell’epoca.
Dopo aver visto morire numerosi pazienti proprio per l’inappropriatezza delle cure, fu colto da una profonda crisi morale e professionale. Si ritirò dall’esercizio della professione per un lungo periodo dedicandosi ai suoi studi. Hannemann era un medico ma anche un abile chimico e farmacologo.
Sulla base di una serie di fatti osservati e di studi effettuati, dopo un prolungato periodo di sperimentazione, diede vita ad un sistema terapeutico nuovo, sicuro, razionale, che utilizzava diverse sostanze a bassi dosaggi, tali da evitare intossicazioni.
Era nata l’Omeopatia.
Il nuovo metodo terapeutico, molto più razionale della medicina dell’epoca, ottenne subito importanti risultati. Furono guariti molti personaggi famosi (artisti e regnanti, ma anche gente comune) da malattie gravi o che duravano da anni e ciò diede subito alla medicina omeopatica un grande successo.
L’omeopatia fu utilizzata con risultati estremamente positivi anche nelle grandi epidemie che flagellavano l’Europa.
Per esempio nell’epidemia di colera che colpì Londra nel 1854 l’indice di mortalità dei pazienti curati negli ospedali tradizionali fu pari al 53% , quella dei pazienti curati negli ospedali omeopatici fu del 16,4%.
Questa informazione storica ci dice anche che in diverse nazioni e città europee furono aperti numerosi ospedali omeopatici e divennero omeopati diversi medici dell’epoca.
Molti di essi passarono alla storia negli annali della medicina.
Sin da subito, però, l’omeopatia fu osteggiata. Probabilmente ci fu chi lo fece, pur in totale buona fede, semplicemente perché non la capiva e/o non la condivideva. Tuttavia più spesso l’ostilità nacque in cattiva fede poiché il sistema di cura della medicina omeopatica metteva in profonda discussione il sistema delle cure utilizzato all’epoca e, con esso indirettamente metteva in discussione anche l’intero sistema di potere che ruotava intorno alla medicina tradizionale coeva.
La storia dell’omeopatia è piena di omeopati perseguitati in vario modo o che subirono dei veri e propri attentati. Se consideriamo che anche il ricercatore Benveniste (1935-2004) subì la stessa sorte dobbiamo trarre la conclusione che questa pratica persecutoria non apparteneva solo ai tempi passati.

Vorrei dire che ai giorni nostri è tutto cambiato ma non posso farlo.
Se, da una parte, l’omeopatia viene sempre più capita e compresa dalle persone che s’impegnano in un percorso di conoscenza e consapevolezza (sono molte e c’è anche un premio Nobel della medicina) dall’altra rimane una forte ostilità generata dall’apparato della farmacologia chimica, spesso legato ad interessi di vario genere, che combatte, anche con colpi molto bassi, la medicina omeopatica, chi la pratica e chi la utilizza.

Questa premessa era necessaria ma non deve distoglierci dal tema.
Veniamo al nostro tema.
C’è un ruolo che può svolgere validamente l’Omeopatia ai nostri tempi?

Certamente si.
Il sistema terapeutico della medicina omeopatica non è necessariamente “alternativo” alla medicina classica moderna ( se mai lo poteva essere a quella del tardo ‘700) ma può ben affiancarsi ad essa.
In certi casi certamente, può capitare che la possa anche sostituire, senza con questo necessariamente metterla in discussione.
Se con alcuni principi naturali si possono ottenere risultati che, in molti casi, evitano cortisone ed antibiotici, per tutta una serie di motivi questa è una cura da preferire.
Poi, quando serviranno cortisone ed antibiotici e non si potrà farne a meno, li utilizzeremo serenamente.
L’errore, pertanto, è spesso quello di considerare la scelta medicina omeopatica/ medicina classica definitiva, rigida e immutabile.
Si tratta di una dicotomia inutile perché anche nel corso di una stessa malattia, che magari decorre in modo cronico, ci possono essere tempi e situazioni in cui sia preferibile una cura omeopatica e altri in cui lo sia una di tipo tradizionale.

In realtà tutta la storia clinica di una persona si può caratterizzare per eventi di salute che richiedano la medicina tradizionale, altri che vedano più opportuno l’uso della medicina omeopatica, altri ancora che traggano giovamento dall’uso contemporaneo dei due sistemi terapeutici.
Questo fa capire come la definizione di “alternativo”, nella maggior parte dei casi possa considerarsi infondata e in buon parte fuorviante.

Ma andiamo al concreto.
Proviamo a capire che tipo di impiego, modernamente, può avere la medicina omeopatica nelle varie età della vita.
Proviamo a pensare alla storia di un essere umano partendo dal giorno zero della sua vita.
Anzi… Spingiamoci anche più indietro e cerchiamo di pensare a questo nuovo essere umano in via di formazione, nella cavità uterina, dopo il concepimento.

In questa fase l’omeopatia può aiutare la madre e il feto.

La madre, per esempio, potrebbe soffrire di problematiche di salute preesistenti alla gravidanza, che tuttavia, nel periodo dell’ “attesa” , non possano essere curate con farmaci chimici.
La medicina omeopatica consente di curare la gestante con i propri rimedi naturali, senza rischi per madre e feto.

In quelle donne caratterizzate da rischio di aborto l’omeopatia, poi, prevede rimedi che riducono moltissimo questa temibile possibilità.
Ci sono rimedi omeopatici noti per la loro attività attività anti-abortigena

Ma spostiamo ora l’attenzione sul feto.
L’omeopatia può essere utilizzata per fare Eugenetica.
Parola strana, questa, cui la storia ha riservato una serie di significati inappropriati, soprattutto in quel terzo Reich che voleva selezionare i nuovi nati come polli da allevamento.

Nel caso dell’omeopatia significa semplicemente analizzare quali possibili eredità patologiche può ricevere il bambino dai propri genitori e cercare di prevenirle.
Un esempio concreto. Se entrambi i genitori sono allergici il figlio avrà buona probabilità di nascere con questa predisposizione, con tutto ciò che essa poi comporterà nella vita. L’omeopatia prevede un programma di rimedi da utilizzare nelle fasi di formazione di quegli organi e apparati che costituiscono il punto debole dei soggetti allergici.
Un buon intervento dell’omeopata fa prevenzione per molti problemi che, successivamente alla nascita, potrebbero presentarsi.
Un’esperienza personale per far capire quale può essere l’importanza di un programma di eugenetica.
Ho seguito nell’arco di molti anni molte famiglie che, per loro scelte personali, si caratterizzano per una prole piuttosto numerosa. Ho potuto osservare, in quei casi in cui i genitori erano entrambi allergici, che ogni volta che sia stato possibile fare prevenzione eugenetica i figli non hanno poi mostrato tendenza a patologie allergiche. In quei casi in cui la prevenzione, per vari motivi, non è stata effettuata si sono frequentemente verificate, sin da subito, sensibilità allergiche e patologie conseguenti.
Naturalmente non dispongo di un protocollo con numeri e casi registrati ma in oltre vent’anni di attività posso dire di avere potuto puntualmente osservare e confermare questa situazione.

L’omeopatia può essere anche efficacemente utilizzata nel travaglio di parto per ridurre i dolori e le distocie (le mal posizioni del feto) e per rendere l’esperienza del bambino del transito attraverso il canale meno traumatica. C’è uno studio scientifico francese in doppio cieco, effettuato nell’Ospedale di Lilas, che dimostra questa possibilità.

Immediatamente dopo la nascita l’omeopatia può continuare a seguire la madre ripristinando la buona salute, curando alcune conseguenze ginecologiche del parto, stimolando la montata lattea. Particolarmente significativo è l’aiuto che può dare l’omeopatia nella frequente depressione del dopo parto.

Nelle prime fasi della vita l’omeopatia può aiutare i bambini inappetenti a riprendere a mangiare.
Molti farmaci omeopatici possono essere poi utilizzati per quei fastidiosi disturbi che caratterizzano diversi neonati: coliche, stitichezza, la crosta lattea ( a volte una vera e propria dermatite seborroica), le sensibilità cutanee, i problemi di intolleranza al latte.
Successivamente l’ausilio dell’omeopatia può riguardare i problemi derivanti dalla dentizione.
Se per alcuni bambini questa fase della crescita non desta problemi particolari per altri è l’inizio di una serie di sintomi, ben conosciuti dai pediatri della vecchia scuola, che si ripetono ad ogni nuova eruzione dentaria: febbre, otiti, scariche diarroiche, infiammazioni dei glutei e dei genitali, cambi di umore, perdita del sonno e dell’appetito, infiammazioni mucose, ecc.

Pian piano il bambino cresce.
Inizia la fase di svezzamento e può subentrare qualche intolleranza ai nuovi cibi.
Prontamente l’omeopatia può porci rimedio.

Le stagioni si alternano e i bambini possono mostrare la tendenza a soffrire di vari disturbi.
L’omeopatia interviene bene nelle sindromi gastroenteriche estive e invernali, nelle sindromi influenzali, nelle bronchiti, nelle infiammazioni delle mucose, nelle febbri, nelle malattie da raffreddamento, ecc.

Particolare importanza hanno quei programmi di prevenzione che gli omeopati prescrivono alle soglie del periodo invernale.
Ove la medicina classica si muove essenzialmente con i vaccini, l’omeopatia prevede anche cure costituzionali, basate sul singolo individuo, che offrono protezioni di notevole rilievo verso malattie stagionali causate da virus e batteri.
Ci sono ormai studi e statistiche pubblicati che dimostrano l’importanza, la concretezza e l’efficacia di questo tipo d’intervento.

Il periodo primaverile apre le porte alle sensibilità allergiche che riguardano soprattutto quei bambini che non abbiano effettuato un programma di eugenetica.
Ovviamente soffrono di questo problema anche molti adulti.
Le allergie comportano diversi sintomi cutanei (eczemi, orticaria), mucosi (infiammazioni, catarri e reazioni asmatiche) e sierosi (congiuntiviti).

…E’ buffo osservare il fatto che anche quei medici che non approvino totalmente il metodo omeopatico siano però frequentemente disposti a riconoscergli dei favorevoli risultati nella cura delle allergie….
Mi è capitato più di una volta di sentire affermazioni in questo senso, che mostrano la difficoltà, pur costatando efficacia del metodo in un campo arduo come le allergie, a voler approfondire e ad aprirsi alla conoscenza di altre possibilità dello stesso.
Di fatto chi cura con l’omeopatia i propri disturbi allergici, riduce o cessa in tempi brevi l’uso di farmaci impegnativi come antistaminici, cortisone, broncodilatatori, antibiotici.
Il medico di base, che magari conosce e segue il paziente da anni, si accorge facilmente che il proprio assistito, pur stando bene, non richiede più la prescrizione di questi farmaci. Se non si tratta di un sanitario in cui il pregiudizio prevalga sulla ragione, non può che assumere questi fatti oggettivi che osserva come una ovvia prova di efficacia dell’omeopatia.
Per fortuna, nonostante le frequenti campagne pilotate antiomeopatia, nell’esperienza clinica giornaliera questo avviene sempre di più.

Cambiamo capitolo.
Nella crescita il bambino non s’incontra solo con problemi di salute fisica ma può attraversare anche delicati periodi caratterizzati da difficoltà di tipo psicologico ed adattativo.
Tutto ciò in buona parte costituisce un passaggio obbligato e necessario per abituare il bambino ad affrontare le varie problematiche e, in questo modo, diventare un giovane adulto più responsabile e sicuro.
Se è vero che molti di questi problemi adattativi (il contatto con le prime istituzioni scolastiche e con nuovi gruppi sociali, per esempio) si risolvono frequentemente da soli, può succedere che in alcuni casi necessiti un aiuto per evitare di portare nella vita adulta cicatrici non facilmente rimarginabili e modelli comportamentali inadeguati. Questi ultimi possono essere basati sulla fuga  di fronte alle prime problematiche, sulla difesa eccessiva (aggressività), sulla chiusura o sull’elaborazione di una via di distacco dal sociale che potrebbe gettare le basi per la nascita di un disturbo di personalità dell’adulto o di una malattia psichiatrica.
Vero è che molta di questa materia appartiene alla competenza di altre figure professionali (educatori, psicologi, psichiatri) che possono aiutare il bambino e la sua famiglia nei momenti più complessi; ma è anche vero che l’omeopatia può pienamente collaborare in questo ambito, ottenendo dei risultati particolarmente significativi.
Il repertorio omeopatico prevede rimedi utili per trattare gli stati di ansia, angoscia, panico, iniziali e moderati stati depressivi, cambi repentini di umore, insonnia, stati di chiusura e situazioni francamente border-line. Le indicazioni dei diversi rimedi omeopatici sono estremamente accurate e raffinate. Nel caso dell’ansia, per esempio, ci sono farmaci più adatti all’ansia da prestazione, altri per l’ansia da anticipazione, altri ancora per l’ansia di scelta, e così via.
Non ci troviamo, cioè, di fronte alla classica benzodiazepina (la base dei più noti tranquillanti) che in medicina classica si da un po’ a tutti e per tutti i tipi di ansia.
Può essere utile sapere che nell’800 esisteva negli Stati Uniti, a new York, un Ospedale Psichiatrico Omeopatico condotto da esimi medici il cui positivo lavoro è ancora ricordato nella storia della medicina.

Odiernamente l’intervento dell’omeopatia nei problemi appena elencati può essere molto prezioso e il lavoro dell’omeopata si può tranquillamente affiancare a quello delle altre figure professionali, determinando un valore aggiunto nel risultato che è ormai sempre più riconosciuto.

Ci sono, inoltre, molte esperienze che confermano l’attività ansiolitica di alcuni rimedi omeopatici, i quali, tra l’altro, hanno il merito di non portare con se i ben noti effetti collaterali delle benzodiazepine e consimili. Cito volentieri gli studi effettuati in questo senso dal ricercatore italiano dell’università di Verona, prof. Paolo Bellavite.
Questi studi sono diversi e sono stati effettuati per scelta su animali di laboratorio che, ovviamente, non risentono dell’effetto placebo, troppo spesso evocato dai detrattori dell’omeopatia per spiegarne i positivi risultati che evidentemente non riescono facilmente ad accettare.
Le sperimentazioni del prof. Bellavite hanno dimostrato risultati favorevoli inequivocabili e di così alto valore da meritare la pubblicazione su di una rivista scientifica internazionale indipendente e seria come Psicopharmacology.

Concludo questa prima parte del mio scritto sperando che sia stato gradito.
Nelle “prossime puntate” si analizzerà quale può essere l’intervento dell’omeopatia nel periodo giovanile, nell’adolescenza, nella vita adulta e nella terza età.